Cessione del quinto: cosa succede in caso di cassa integrazione

31 Maggio 2021
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La cessione del quinto è una forma di prestito personale che, come in molti già sapranno, prevede la restituzione dell’importo ricevuto in rate prelevate direttamente dalla busta paga o dalla pensione. La formula stabilisce anche che l’ammontare delle rate non deve essere superiore ad un quinto dello stipendio, ovvero una porzione che consenta al debitore di poter assolvere al suo impegno.

La cessione del quinto è regolamentata da norme e consuetudini che intervengono in caso di eventi straordinari come la perdita del lavoro, la cassa integrazione o il decesso.

Un imprevisto può sempre capitare


In tantissimi casi qualcosa potrebbe andare storto e, per questo, la formula della cessione del quinto prevede una serie di opzioni compensative. Per esempio ogni lavoratore o pensionato che richiede questa tipologia di prestito ha l’obbligo di stipulare una polizza che, come vedremo, serve a coprire i casi di insolvenza.

Chiariamo da subito che non essere in regola con i prestiti dà il via ad una serie di azioni amministrative per le quali converrebbe sempre avere a disposizione un piano B. Il punto è che gli imprevisti nella vita possono sempre capitare per cui eventi come una malattia, una crisi globale o un infortunio possano comportare conseguenze come la perdita del lavoro o la cassa integrazione. Cosa succede in questi casi? Lo spieghiamo in questa guida.

Cessione del quinto e cassa integrazione


Prima di tutto bisogna distinguere la cassa integrazione tra ordinaria e straordinaria, oltre a conoscere le ore a cui si è soggetti e il numero di mesi per cui questa perdurerà. In genere con la cessione del quinto ordinaria si ottiene un blocco della rata in modo più facilitato ma stando alla legge dovrebbe essere sempre possibile ottenere una sospensione temporanea dei pagamenti quando lo stipendio si riduce non più del 30% del netto. In questo caso si rinegozia la rata e, di conseguenza, il debito si allunga di qualche mese.

Nei casi in cui la cassa integrazione riduca lo stipendio di più del 30% è possibile fare una richiesta di sospensione temporanea delle rate. In questo caso l’iter potrebbe essere più complesso perché l’istituto dovrebbe rivalersi sulla solidità finanziaria della tua azienda che, se ricorre alla cassa integrazione, potrebbe essere in difficoltà.

L’assicurazione può coprire i primi mesi


Lo stesso vale per il blocco in caso di cassa integrazione straordinaria, ovvero a zero ore. I tempi di sospensione dipendono dalla durata di tale condizione e dalla solidità dell’azienda. Di certo, per il primo periodo, può subentrare l’assicurazione che copre qualche rata per dare il tempo al debitore di organizzarsi. Alla fine del periodo di copertura le rate dovranno comunque essere pagate e, quindi, la polizza è solamente un paracadute d’emergenza.

La prima cosa da fare quando arriva la cassa integrazione è chiamare l’istituto presso cui è stato richiesto il prestito e di parlare anche con il datore di lavoro. Dopotutto questo strumento di ammortizzazione sociale è pensato proprio per sopperire alle difficoltà di un’azienda e di dare la possibilità agli amministratori di rimetterla in piedi.

La miglior cosa da fare in caso di cassa integrazione è quella di chiamare l’Istituto presso cui abbiamo acceso il prestito e autorizzare la tua azienda a sospendere l’addebito della rata. Sarebbe ideale farlo di persona o via PEC evitando comunicazioni improvvisate come la telefonata.

Cessione del quinto e cassa integrazione ordinaria

La cassa di integrazione ordinaria è quella considerata meno “grave” per cui in questi casi la sospensione delle rate avviene con estrema semplicità. Una simile decisione da parte dell’azienda è temporanea perché può dipendere da eventi imprevisti che per un dato periodo di tempo prevedono uno stop dal lavoro retribuito. In questi casi la sospensione viene concessa quando la crisi momentanea è facilmente risolvibile e, quindi, quando l’azienda dimostra la sua solidità.

Cessione del quinto e cassa integrazione straordinaria

La cassa straordinaria può durare fino a due anni ed è una procedura tra le più “gravi” per un’azienda in difficoltà. Per questo la CIGS diventa uno strumento che darà il tempo ai dipendenti prossimi al licenziamento di trovare un’altra occupazione. In questi casi la cassa integrazione straordinaria è spesso seguita dalla messa in mobilità e, quindi, l’ottenimento della sospensione della Cessione del Quinto potrebbe essere un tantino più complessa.

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